ilGiornale.it n. 34 del 10/02/2006

Teatro alla Scala, 
Korsten non va a «Nozze»
di Alberto Cantù
da Milano

.................. Nozze da godere «con gli occhi» e da valutare per la resa dei cantanti. Dove svettano le voci maschili: il Figaro di Ildebrando D’Arcangelo scenicamente e vocalmente catturante, robusto e flessibile, un po’ poco «uomo nuovo e borghese» ma non per colpa sua (il podio langue) e
Pietro Spagnoli, Conte egregio quanto a morbida, sfumata, impeccabile tavolozza timbrico-espressiva. Risalta però soprattutto una Susanna-super lusso: quella di Diana Damrau che Riccardo Muti rivelò con l’Europa riconosciuta e che quanto a vivezza naturale di recitazione, voce limpida, e mordente non ha confronti................
Wolfgang Amadeus Mozart
Milano - Teatro alla Scala: Le nozze di Figaro

.....................
Pietro Spagnoli nella parte del Conte conferma le belle performances passate, con un timbro chiaro, forse non troppo consono, in partenza, per la parte ma ricco di chiaroscuri. Ciò che sembra superfluo a D’Arcangelo, in Spagnoli è invece ricercato e perseguito con attenzione.
Da sottolineare, al proposito, il ricorso ai tanti pp e a mezze voci, come si conviene alla realizzazione di una commedia in musica, vedi nel terzetto “Cosa sento”.
Appare sospettoso mentre controlla la rabbia montante, poi iroso e stuporoso al contempo nel finale secondo.
Bravo nei vocalizzi dell’aria “Vedrò, mentr’io sospiro” in cui la prosopopea dell’uomo ricco che tutto può, il ridicolo orgoglio ferito e la gelosia che brucia sono messi in rilievo con gusto da grande artista.......................
Ugo Malasoma
La recensione del nostro redattore
Milano, teatro alla Scala, “Le Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart

LA VITA E I SENTIMENTI SI TRASFORMANO CON IL PASSARE DEL TEMPO


..........................Monica Bacelli è un Cherubino dalla splendida voce, appropriata al ruolo di fanciullo. Il paggio dall’aspetto androgino svolge la funzione del “caso”, latore di eventi inattesi ed imprevedibili che imprimono movimento all’opera. La Bacelli ha voce mediamente scura, modulata ed espressiva, che aumenta l’ambiguità sessuale e la insopprimibile vocazione amorosa. Fraseggio corretto, recitativi dalla dizione esatta, impeccabile nell’aria “Voi che sapete che cosa è amor”, cantata con tono languido e un poco malinconico.
Insieme alla Damrau, è
Pietro Spagnoli il più bravo del cast. Il suo conte è compassato e distaccato, equilibrato, sereno, maturo, in parte appagato, ma per questo non meno incline a provarci con le donne che gli capitano per le mani (in questa “folle giornata” Susanna e Barbarina). Notevole è la capacità di mostrare, atto dopo atto, la sua umanità nella evoluzione (nella maturazione) del personaggio: all’inizio è un aristocratico seduttore, poi un marito geloso della moglie, poi è confuso dalla girandola di avvenimenti e le sue certezze vacillano, alla fine, quando chiede perdono alla contessa, mostra il suo lato più umano, quello debole e commovente, umiliato ma non avvilito nella dignità e nel rango. Spagnoli è avvenente come il ruolo richiede, naturalmente elegante, nobile e raffinato. La voce è bella nel colore e sempre controllata, ottimamente legata all’emozionalità del personaggio, i registri tutti perfetti, la dizione scandita e l’emissione impeccabile. Tanto nel cantato che nei recitativi Spagnoli dimostra una notevoli maturità ed interiorizzazione del personaggio, al punto che sul palco si impone come il vero protagonista, mantenendo sempre alta la concentrazione e gestendo fiato, voce e corpo con assoluta lucidità. I suoi duetti con Susanna sono tra i momenti migliori dello spettacolo.................................... La Orsetti Talamanca si trova a suo agio con Spagnoli (era Elvira nel recente don Giovanni genovese di Livermore, in cui Spagnoli cantava nel ruolo del titolo) ed appare come una donna non arrendevole, ma bisognosa di intimità ed affetto. Il personaggio della contessa è suggestivo: nel primo atto si parla di lei ma non la si vede; al suo apparire è sola in una stanza enorme e la sua solitudine è ancorata al disamore del marito: “Porgi, amor qualche ristoro / al mio duolo, a’ miei sospir. O mi rendi il mio tesoro, o mi lascia almen morir”. Poi non ci pensa due volte ed arriva con intraprendenza a travestirsi nei panni della serva pur di riconquistare risolutamente l’amato marito....................................

FRANCESCO RAPACCIONI

Visto a Milano, teatro alla Scala, il 7 febbraio 2006
10 Febbraio 2006

Luz de Strehler, luz de Mozart

..........Se mostraron a buen nivel los cantantes que entraban en la piel de los personajes principales:
Spagnoli, D'Arcangelo,Bacelli.................
Milano 9 febbraio 2006

Ottimo il cast, storica regia ma "Le nozze di Figaro" non convincono la Scala


...............E poi,
Pietro Spagnoli, Ildebrando D'Arcangelo e Monica Bacelli sono rispettiva mente un Conte, un Figaro e un Cherubino collaudatissimi..........

Enrico Ghirardi
www.theoperacritic.com


A lively Figaro
by Silvia Luraghi
Mozart: Le nozze di Figaro
Teatro alla Scala, Milan
9 February 2006


A revival of the 1981 production of Le nozze di Figaro opened at La Scala on February 7. The production, originally directed by Giorgio Strehler, was revived by Marina Bianchi, and featured scenery by Ezio Frigerio and costumes by Franca Squarciapino. The stage directions, followed with commitment by the singers, highlighted the lively atmosphere of the folle journée, and the unexpected flow of the events, creating a contrast between the Count's untruthfulness and the earnest attitude of the others.
The singing was of a very good level. Ildebrando D'Arcangelo was a proud and somewhat stiff Figaro, while
Pietro Spagnoli was an elegant and refined Count Almaviva. D'Arcangelo's darkly colored bass made a nice contrast with Spagnoli's lighter baritone............
9 febbraio 2006

by Elsa Airoldi

.......Il cast sistema nei posti chiave artisti collaudati........il Conte è un bellissimo e bravissimo
 Pietro Spagnoli.
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